La solitudine del riformista

La solitudine del riformista

Accordo di Programma sull'ex Ilva. Taranto Città Metropolitana. Modello Tel Aviv per implementare innovazione e ricerca di qualità. Basta con le ovvietà. Si guardi al futuro con un progetto preciso di comunità

 

La solitudine è una carezza non cercata sull'anima. Ti attraversa nonostante la confusione di popolo. L'agitarsi della moltitudine. Sono diverse le solitudini. Quasi polifoniche, se considerate tutte assieme. Federico Caffè parlava della solitudine del riformista. Di colui, cioè, che comprende prima ciò che potrà capitare dopo. Di chi non ha timore di specchiarsi dinanzi ai cordoli dell'avvenire. E persegue con metodo, senza scorciatoie rivoluzionarie, il bene comune. Quando rifletto su questa specifica solitudine il pensiero scivola, neanche tanto lentamente, verso Taranto. Gareggia con lo scirocco dello jonio che tutto umidifica e sgonfia di vigore. Idee madide di sudore le avrebbe chiamate Giosuè Carducci. E' la solitudine delle soluzioni ordinarie a problemi straordinari. Quando, in realtà, servirebbe ben altro. Un Accordo di Programma, per esempio, sull'ex Ilva. Un contratto di diritto pubblico che obblighi le parti a rispettare interventi e tempi di realizzazione degli stessi. Con una chiara visione di futuro. L'impegno, magari, nel rendere il secondo capoluogo di provincia pugliese 'Città Metropolitana': datata battaglia ideale, dai più inascoltata, di questo giornale. La possibilità che, emulando l'esempio di Tel Aviv in Israele, le nanotecnologie e la ricerca universitaria di eccellenza si diano appuntamento a Taranto. L'Università di Taranto, intendiamo. E non corsi-appendice di altri atenei come si continua a proporre. Scelte riformiste per l'appunto. Non consuete. Per niente avvezze all'ovvietà. In grado di soverchiare con il coraggio della proposta la deriva dell'abitudine. La solitudine capita. Può essere persino ricercata delle volte. Non rendiamola un alibi per assecondare l'inerzia. Il dinamismo immobile. Si tratterebbe dell'inizio della fine.