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Dom, Lug

La destra pugliese fa ricco Emiliano

La destra pugliese fa ricco Emiliano

Politica

Per gli eredi di Pinuccio Tatarella la partità delle prossime elezioni regionali è persa prim'ancora che abbia inizio. L'epitaffio politico della Poli Bortone e quel desiderio smodato di mare nonostante il coronavirus

La destra pugliese fa ricco Michele Emiliano. E lo accompagna, mano nella mano, alla successione di se stesso. A celebrare elezioni (luglio o settembre, a questo punto, cambia poco) dall’esito ormai scontato. Dividi ricchezza e diventa povertà. Nella vita così come in politica. Fitto e Altieri di qua; Emiliano di là. Vince 100 volte su 100 chi è di là. Senza ombra di dubbio. Senza neanche pensarci più di tanto. Per logica matematica, per calcolo elettorale. Bastava leggere l’intervista di ieri su la Repubblica Bari, ad Adriana Poli Bortone, per capire come la partita sia stata già chiusa. Archiviata per gli eredi di Pinuccio Tatarella. Derubricata nell’alveo delle analisi politologiche e post-elettorali. Se non siamo all’epitaffio politico, poco ci manca. “Fitto non è mai stato di destra”, ammonisce l’ex sindaco di Lecce. “Il dichiarare appartenenza ad un partito (Fratelli d’Italia, ndr) non significa condividerne i valori, a parte che ho qualche dubbio sui valori di Giorgia Meloni rispetto alla destra di Almirante nella quale continuo a riconoscermi…”. Cos’altro aggiungere? Poco e niente. Se non che Emiliano è uomo fortunato, che i demeriti dei suoi avversari sopravanzano di gran lunga i suoi meriti (anche questo, a pensarci bene, è un merito però…). Che la destra pugliese è culturalmente prigioniera di se stessa. Che se Fitto non è di destra, sarebbe interessante chiedersi quanto Emiliano sia di sinistra. Che la Puglia ha già eletto il proprio governatore. Liste bloccate, coalizioni più o meno eterogenee, voto in estate piuttosto che in autunno, proporzionale con premio di maggioranza, maggioritario con seggi assegnati mediante il proporzionale. Amenità senza senso. Cacofonia a buon mercato. Roba utile ad un Giovanni Sartori, pace all'anima sua... Molto meglio andarsene al mare. Nonostante il coronavirus.