07
Ven, Ago

Emiliano, Fitto e la Puglia che verrà

Emiliano, Fitto e la Puglia che verrà

Editoriali di Vincenzo Carriero

Ancora due mesi per tratteggiare il futuro istituzionale dello stivale d'Italia. Latitano le idee nel dibattito elettorale. Mancano i ragionamenti alti. E i candidati sembrano non aver letto Ulrich Beck

Poco più di due mesi. Questo l’arco temporale che separa i pugliesi dalle prossime consultazioni regionali. Un intermezzo nient’affatto trascurabile. Candidati ed alleanze definiscono le proprie strategie, studiano soluzioni, commissionano sondaggi. Presidente e consiglieri regionali: l’uno eletto con sistema maggioritario, gli altri promossi attraverso un riparto proporzionale. Come si sa la legge elettorale pugliese è un ircocervo, la somma di due metà distinte e congiunte al tempo stesso. Quando una legislatura volge al termine, e un’altra si approssima, andrebbero stilati dei bilanci. Compreso cosa ha funzionato e cosa no. Elaborato un prospetto. Al di là di dispute e baruffe ideologiche senza le ideologie. Alimentato un dibattito ampio, insomma. Sul merito, sui processi, sulle intenzioni che dovranno edificare un’idea di Puglia per i prossimi anni. Definito ciò che Ulrich Beck avrebbe riassunto nell’espressione “costruire un ideale di vita collettivo”. Ad oggi, tutto ciò non si è ancora verificato. Latita il progetto. Latitano le idee. Si è inceppato il ragionamento. E la politica, con la sua scienza a segnarne tempi e modalità di azione, appare sempre più assoggettata alle sole logiche del consenso da conseguire. Costi quel che costi. Un male silenzioso, esiziale, per il funzionamento delle nostre invecchiate democrazie. Alla base di derive morali ed etiche impossibilitate, con questa prassi, grazie a queste logiche, ad essere trattenute, circoscritte, disciplinate all’interno di una visone alta – e nobile – dell’agire pubblico. Sanità, politiche ambientali (ed infrastrutturali) e culturali: sono questi i tre vertici di un ipotetico triangolo equilatero di un’intelligente - e moderna - policy pubblica. I presupposti in grado di fare grande, suggestiva, attrattiva una realtà territoriale con più di 4 milioni di abitanti. Stivale e brand di un Mediterraneo al quale si fa ritorno sempre. Avamposto di un Sud che si atteggia a Nord coniugando produttività e calore umano. La Puglia è la più bella regione d’Italia, il luogo ideale dove vivere, pensare, viaggiare. Non se ne dimentichi la politica. Non lo ometta chi si candiderà a guidarla. Noi vigileremo affinché ciò non accada. Convinti come siamo che tra Emiliano che ride sempre e Fitto che non ride mai, esista uno spazio per dibattere di futuro: il presente dei sognatori.