Attenti, con Yilport muore il Porto di Taranto

Attenti, con Yilport muore il Porto di Taranto

Cronaca di un suicidio (neanche) assistito. Taranto non è una città per stranieri. Quelli che giungono dalle nostre parti sono uno più fenomeno dell'altro. La mia chiacchierata con Marcello Veneziani sul concetto di fine terra

 

Niente da fare. Con i turchi di Yilport lo scalo jonico rischia di restare fermo vita natural durante. Di affondare nel mare aperto dell’inerzia parolaia. Nelle promesse da marinaio di Piani Industriali che, sebbene prodotti, e semmai riproposti , mai vedranno al luce. Buona parte dei porti italiani hanno segnato, nell’ultimo anno, un risultato positivo. Sono aumentati i traffici. Sono lievitati i dividendi economici. Specie per le aree del Nord: Genova e Trieste su tutte.  Si sorride ovunque, insomma, tranne che a Taranto. Perché? Semplice: l’operatore sbarcato alcuni anni fa nella città pugliese sembra essere arrivato da Marte, da un pianeta lontanissimo. Non fa l’operatore. Vivacchia. Prende tempo. Agisce sottraendo e non aggiungendo. Bisognerebbe che l’Autorità portuale – e il presidente Prete – avvii la risoluzione del contratto senza perdere altro tempo. Continuare così equivarrebbe ad un suicidio (neanche) assistito. Che siano turchi o franco-indiani, Taranto non è una città per stranieri. O almeno per quelli che si tende a far venire dalle nostre parti. Uno più sconclusionato dell’altro. Uno più incomprensibile dell’altro. Uno più fenomeno dell’altro. Fiutano l’affare, ti seducono e poi, come da prassi, senza neanche tanti filosofeggiare, ti abbandonano al tuo destino. La politica locale resta chiaramente in silenzio. La politica nazionale, per assenza di referenti un tantino più attrezzati della divertita inconsistenza, non ci calcola neanche di striscio. Il mio amico Marcello Veneziani mi disse una volta che Taranto pareva ricordagli quei luoghi votati al concetto di fine terra. Di territori in culo al mondo. Periferico nella sua centralità. Reagii stizzito sciorinando il repertorio di sempre. Siamo stati la capitale della Magna Grecia, siamo la terza città più grande del Mezzogiorno peninsulare, alimentiamo il mito moderno di un Mediterraneo non solo culla di morti galleggianti, potremmo dare del tu alla geopolitica. E via discorrendo. Mi guardò perplesso. Per poi aggiungere una frase presa in prestito da Eraclito. “Le opinioni umane sono giocattoli per bambini”. Siccome siamo in fascia protetta, ometto di riportarvi la mia risposta…