Arvedi e Marcegaglia vogliono comprarsi l'ex Ilva

Arvedi e Marcegaglia vogliono comprarsi l'ex Ilva

A rilevarlo è il numero di questa settimana de L'Espresso. Prima, però, bisognerà sbrigare la pratica ArcelorMittal. E incassare i due milardi del Pnrr sull'impianto tarantino

 

Arvedi e Marcegaglia valutano seriamente di comprare l’ex Ilva. Entrambi i gruppi, quello cremonese e quello mantovano, starebbero facendo più di un pensiero sulla possibilità d’acquisto dell’acciaieria pugliese. A rilevarlo è il numero di questa settimana de L’Espresso, con un articolo a firma di Gloria Riva (cognome mai fu più appropriato). Prima, però, lo Stato dovrà sbrigare la pratica ArcelorMittal. Affare tutt’altro che semplice, considerata la sequela di errori – e orrori – che hanno segnato sin qui la vicenda. Il governo italiano vorrebbe aumentare le proprie quote, passando dall’attuale 32 al 60 per cento delle azioni. Prima del 2024 però non potrà farlo. Prima cioè che gli impianti vengano dissequestrati dalla magistratura e il piano ambientale possa dirsi completato. A meno che, anche per togliersi i franco-indiani dai piedi, non si proceda con un fallimento pilotato. Operazione, questa, che consentirebbe ai fornitori di cartolarizzare i propri debiti e passare, quindi, all’incasso di una frazione degli stessi. Arvedi è in vantaggio. Marcegaglia non desiste. Il capitalismo italiano, alla fine, passa e si dà appuntamento sempre a Taranto. Quello con i capitali (pochi, pochissimi). E quello senza i capitali (la stragrande maggioranza nel nostro Paese). Ma questa è un’altra storia…