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Sab, Lug

Rete 5G, l’Arpa Puglia pubblica rapporto

Rete 5G, l’Arpa Puglia pubblica rapporto

Ambiente

Secondo l’agenzia non “si ipotizzano particolari problemi per la salute della popolazione”

L’evoluzione nel campo della comunicazione mobile apre nuovi scenari in fatto di tecnologia non ultima la rete 5G. D’altro canto in molti sono preoccupati per eventuali rischi per la salute. “La possibilità di rischi per la salute a lungo termine, connessi alle esposizioni ai campi elettromagnetici a radiofrequenza a livelli inferiori a quelli raccomandati dagli standard internazionali di protezione, è stata, e continua ad essere, oggetto di numerosissimi studi scientifici, sia di tipo osservazionale direttamente sugli esseri umani (studi epidemiologici), sia di tipo sperimentale su animali in vivo e su cellule in vitro. – spiega l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino - Come si legge in un documento divulgativo dell'ISS (Istituto superiore di Sanità), l'insieme degli studi disponibili è stato esaminato da diverse Commissioni nazionali e internazionali di esperti, nel corso degli anni, al fine di valutare se l'esposizione ai campi elettromagnetici provochi danni alla salute umana. In particolare, tra le altre, anche l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha valutato i campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi dai vari dispositivi ed ha concluso che gli studi esaminati non supportano l'ipotesi di cancerogenicità dei campi elettromagnetici”. “In base alle attuali conoscenze, - aggiunge - i dati disponibili, analizzati dal Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale dell'Istituto Superiore di Sanità, non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all'introduzione del 5G”.

D’altro canto “è importante che l'introduzione di questa tecnologia sia affiancata da un attento monitoraggio dei livelli di esposizione (come del resto avviene già attualmente per le attuali tecnologie di telefonia mobile)”.

 In tal senso si è espressa l’Arpa che ha confermato come questa tecnologia “abbia già dei protocolli per le installazioni che si basano su accertamenti strumentali e controlli preventivi della misurazione dei campi elettrici. L'iter autorizzativo per gli impianti che utilizzano il 5G è lo stesso previsto per l'installazione di qualsiasi nuovo impianto esistente e deve rispettare i parametri previsti dal 4G”.

L’agenzia secondo le norme vigenti “rilascia parere preventivo che accerta i livelli di campo elettromagnetico dovuti sia alle emissioni del nuovo impianto che a quelle di tutti gli altri impianti già presenti in quella zona”. “La normativa italiana, fra le più restrittive in Europa, fissa limiti/valori di attenzione per i livelli di campo elettromagnetico nella gamma di frequenza tra 100kHz - 300GHz, anche qui, indipendentemente dalla tecnologia di rete utilizzata, e le tre bande di frequenza utilizzate dal 5G (700 MHz, 3.7 GHz e 26 GHz) ricadono all'interno del suddetto intervallo. – precisa Borraccino - In base alle attuali conoscenze quindi la tecnologia trasmissiva, non cambia, sia essa 2G, 3G, 4G, 5G, Radio e TV, e non comporterebbe diversi impatti sulla salute della popolazione esposta”.