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Sab, Lug

Guardate, hanno bonificato il Mar Piccolo

Guardate, hanno bonificato il Mar Piccolo

Ambiente

Le chiamano bonifiche leggere, adesso. Non significa una beata minchia, ma fa scena lo stesso. Uno dei luoghi più belli di Puglia colpevolmente ridotto a ricettacolo d'immondizia. Vergogna

Bonifiche, ma quali bonifiche? Quelle realizzate nel Mar Piccolo  (a proposito chi non volesse l’istituzione di un Parco, in quell’area, avesse il coraggio di dirlo apertamente, senza furbeschi tentennamenti, e occhi strizzati, un giorno sì e l’altro pure, a speculatori edilizi e portatori d’interessi personalistici)? Quelle che si evincono chiaramente da queste foto? Bonifiche leggere, ho sentito chiamarle di recente. Bonifiche leggere? E che cavolo significa? Abbiamo coniato una nuova espressione, adesso? Le bonifiche o le realizzi oppure no: tertium non datur. Siamo seri, una volta tanto. La si smetta con la logica dell’annuncite: abbiamo fatto questo, abbiamo appaltato quest’altro, abbiamo, abbiamo, abbiamo…Capisco che già l’utilizzo del plurale maiestatis è tanta roba in questi tempi grami e stolti, dalle passioni tristi avrebbe sentenziato qualcuno, ma oltre il genere e il numero, non ce ne voglia l’italiano, dovrà pur esserci vita. Configurarsi un qualche diavolo d’intervento. Mostrarsi una concretezza non di mera facciata. Il Mar Piccolo era – e resta – un ricettacolo d’immondizia, una pugnalata al cuore. Una sorta di grido strozzato in gola. Il luogo più bello di Taranto – e dell’intera Puglia – lasciato perire. Altro che bonifiche! Leggere, per giunta. Leggerezza, quella sì, ce n’è quanta ne vuoi. Senza il Mar Piccolo bonificato, e preservato da appetiti indigesti, senza il pieno recupero della Citta Vecchia, Taranto smette di esistere. Trascina, semmai, la sua stanca sagoma verso l’ignoto. Un peregrinare  incerto. Superfluo. E anche, a voler essere sinceri, molto poco opportuno.