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Dom, Ago

Cus Jonico, c'è l'ostacolo Altamura

Cus Jonico, c'è l'ostacolo Altamura

Basket

In scena quest’oggi, alle 18.00, la 20ª giornata campionato serie C Gold. Coach Olive: “La squadra è viva”. Capitan Baraschi e Giovara determinati: “Impegno massimo per i tifosi”

Ultime tre giornate di regular season per il campionato di serie C Gold. Per il Cus Jonico Basket Taranto quella di sabato in casa, al Palafiom, contro la Libertas Altamura (ore 18 ingresso gratuito) è una delle ultime chiamate per raddrizzare una stagione che ha preso una piega negativa in questo girone di ritorno. Domenica scorsa a Monteroni la “prima” di coach Davide Olive sulla panchina rossoblu ha prodotto una reazione sì ma che non ha portato al risultato sospirato. Nel momento decisivo di una gara punto a punto sono emerse vecchie paure che hanno portato all’ennesima sconfitta. Così il tecnico ex Francavilla e Nardò parla della situazione della squadra: “Ho avuto le risposte che volevo. Ho trovato dei ragazzi determinati, con tanta voglia di tornare a vincere. Difficile capire in queste situazioni cosa poi non porti a restare concentrati fino alla fine, quando siamo andati avanti di 2 a Monteroni abbiamo sbagliato qualcosa in difesa concedendo rimbalzi e secondi tiri. Ci vuole più cattiveria in quei momenti. Sono stati i momenti che abbiamo ripassato durante gli allenamenti”. Per coach Olive sarà l’esordio a Taranto: “L’emozione c’è sempre alla prima in casa. Sento la responsabilità che mi ha dato la società in così breve tempo, ma credo di avere l’esperienza e soprattutto il materiale per fare risultato”. Sul match con Altamura: “Una squadra molto tecnica allenata da un amico, coach Cotrufo. Basile, De Bartolo, Spampinato, tutta gente che sa fare canestro con ovviamente la qualità e la quantità di Prado, Barozzi e Trevisan”.
A portare la prima vittoria in regalo a coach Olive ci proveranno Simone Baraschi e Matteo Giovara entrambi intervistati da Toni Cappuccio, la voce del basket tarantino. Il capitano ha parlato del momento psicologico della squadra: “Certo l’umore non è dei migliori dopo tutte queste sconfitte. Però è anche vero che, in particolare nelle ultime gare, ce l’abbiamo messa tutta per ribaltare il trend negativo, fino agli ultimi minuti di gioco. Questo significa che la voglia di risalire la china c’è perché ovviamente nessuno di noi ci sta a soccombere, senza dimostrare di lottare. C’è mancato quel quid necessario di fortuna che negli spiccioli finali conta molto quando si gioca punto a punto.” Si sa che le partite tirate si vincono dalla panchina e col gioco di squadra, componente venuta meno a volte: “Sono aspetti in verità piuttosto evidenti su cui stiamo lavorando con buona coesione e consapevolezza da parte di tutti noi. Noi abbiamo molti buoni tiratori nel roster che, per mettere a frutto questa fondamentale qualità, hanno bisogno di sfruttare il buon lavoro di blocchi e controblocchi degli altri, per impedire agli avversari di ostacolarli nel tiro. E’ un lavoro psicofisico importante ma dispendioso in termini di risorse utili per poi in difesa dove, a volta, ne paghiamo lo scotto. Io che mi spendo da play riconosco che questa combinazione tra buona difesa e buon attacco deve essere migliorata. Assicuro tutti, però, che il nostro impegno in allenamento è forte e consapevole ed in partita tutti possono riconoscercelo.” Più o meno è dello stesso avviso il giovane ma già esperto Matteo Giovara, piemontese, ormai naturalizzato tarantino, che chiama a raccolta i tifosi: “Siamo tutti consapevoli e consci della situazione precaria in cui ci troviamo. Io ho dovuto star fermo per un po' a causa del problema fisico che mi ha impedito di dare il mio contributo alle sorti della squadra. Non dico che sono indispensabile ma i miei punti mancavano così come il contributo alla costruzione del gioco, anche per far rifiatare un pò' il nostro capitano”.
Non resta che aspettare il responso del parquet. Appuntamento quindi per Cus Jonico-Taranto-Libertas Altamura nel pomeriggio di quest'oggi al Palafiom con ingresso gratuito. Arbitri del match Aldo Procacci di Corato (BA) e Mario Stanzione di Molfetta (BA).