14
Gio, Nov

Indovinate un pò in quale campionato giocherà il Taranto nel prossimo anno?

Indovinate un pò in quale campionato giocherà il Taranto nel prossimo anno?

Calcio

Finisce nel peggiore dei modi l'ennesima stagione pallonara in riva allo jonio. Rossoblù sconfitti ed umiliati per 5-1 dal Cerignola. Sono troppe le chiacchiere in questa città, a tutti i livelli. Quando si naviga a vista, diventa difficile scrollarsi di dosso il dilettantismo

Gioco, partita, incontro. Finisce finalmente, nel peggiore dei modi l'ennesima stagione da cancellare della storia recente del calcio tarantino. Si stacca la spina, almeno per un po' dopo un'altra delusione ma soprattutto dopo una delle umiliazioni più fragorose che si ricordi a memoria d'uomo. C'è delusione ma più d'ogni altra cosa emerge fisiologica stanchezza a margine di un'altra annata all'insegna dei lustrini e delle paillettes verbali, durante la quale nonostante la mancanza tangibile di risultati consoni a tradizione e piazza, tutto è stato perdonato sia a chi dirige che pure a coloro i quali hanno avuto l'onore di scendere in campo con indosso quella maglia che forse solo a noi, addetti ai lavori e tifosi fa battere il cuore. Traditi, sino all'ultimo, anche in una gara che persino agli occhi dei più inguaribili ottimisti assumeva relativo valore ai fini del salto di categoria. Nemmeno questa considerazione matematica può però bastare a motivare una prestazione ridicola come quella andata in scena davanti ai cinquemila pervenuti sui gradoni dell'impianto dauno a godersi la corrida. Si perdoni la presunzione di chi scrive, ma a questo punto appare improcrastinabile una riflessione sul futuro più prossimo. Non è necessario che il pallone rotoli per forza di cosa. Si fa calcio laddove c'è la possibilità economica e soprattutto le competenze necessarie affinché sia possibile operare con raziocinio e centrare risultati. Quanto visto quest'anno è nuovamente inaccettabile, soprattutto quando basta volgere lo sguardo in ogni dove di Puglia per ammirare realtà capaci di programmare, vincere ed in alcuni casi di raggiungere traguardi che solo dodici mesi addietro avrebbero avuto del fantascientifico.
La richiesta, a fronte dell'amore mostrato in trent'anni di bocconi amari, è irrisoria. Si soffre per la mancanza di una terza serie nazionale. Duecentomila abitanti, una storia millenaria eppure si naviga a vista, ci si accontenta di ben figurare in serie D, irrigidendosi davanti alla richiesta di un migliorativo. Ognuno si assuma le proprie colpe, ognuno abbia il buon senso di "godersi" il proprio momento di vergogna, ognuno abbia l'educazione di restare in silenzio davanti ad un'umiliazione epica. Oggi salta il banco e ragionando in maniera stranamente razionale ci sia augura di non dover più sentire lamentele relative a scarso pubblico o quant'altro perché il periodo del credito è bello e terminato. Il tifoso sino ad oggi è stato troppo amante e troppo poco cliente, e nonostante faccia male frenare la fede e pigiare sul tasto d'accensione della ragione, l'auspicio è che adesso si ritorni in massa buttare il sangue, solo dopo aver visto cammello. Un esilio doloroso, e non v'è dubbio che lo sarà più per chi resterà a casa la domenica, orecchio sulla radiolina, ma serve questo. Serve prendere spunto da chi alla prima difficoltà molla, serve emulare chi riempie lo stadio solo in occasione delle finali play off che contano, quelle che noi non abbiamo mai disputato, tanto per essere chiari. "Di troppo amore", parafrasando Ivano Fossati.
La cronaca si riduce ai minimi termini dopo un pomeriggio da incubo come quello del Monterisi. Cinque a uno per la compagine guidata da Bitetto, assoluta padrona del campo sia durante i primi quarantacinque minuti, che nella seconda frazione di gioco. Panarelli sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare: non convince la scelta del modulo, tantomeno quella degli esterni ma ciò che appare incomprensibile è l'esclusione di Favetta. Impossibile dare la croce addosso solo al tecnico tarantino, autore di una stagione sì perfettibile, ma comunque positiva. Non sarà lui l'allenatore del prossimo Taranto, come confermato dal presidente Giove a margine dello scempio cerignolano e  fa parte della logica del calcio che insegna come a cadere per prima, sia sempre la testa dell'allenatore. Taranto abulico sin dall'avvio e se il risultato resta ad occhiali fino al minuto trentatre è solo merito di Vittorio Antonio, migliore in campo nonostante la scoppola. L'estremo difensore abruzzese bravissimo a distendersi sul diagonale di Lattanzio, nulla può su tap in di Russo, che ruba il tempo a Ferrara e Carullo, marcando l'uno a zero. Nella ripresa gli jonici abbozzano una reazione ma al 55' Loiodice salta prima Manzo e poi Bonavolontà sul cerchio di centrocampo, scambia con Foggia che gli restituisce la sfera davanti in area piccola, da dove freddare il portiere rossoblu è un gioco da ragazzi. Il Taranto esce di fatto dal campo e otto minuti più tardi anche Ciro Foggia si ritaglia la propria fetta di gloria siglando il momentaneo tre a zero. A contesa ormai acquisita i padroni di casa si rilassano, e il lampo di D'Agostino, autore di un pregevole gol dalla distanza non serve nemmeno a tenere accesa la fiammella che i gialloblu spengono definitivamente con Loidice e ancora con Russo per il definitivo cinque a uno.



CERIGNOLA-TARANTO 5-1
 
RETI: 33' Luca Russo (C), 55' Loiodice (C), 63' Foggia (C), 65' D'Agostino (T), 73' Loiodice (C), 85' Luca Russo (C)
 
CERIGNOLA 3-5-2: Abagnale; Cascione, Abruzzese (90'+1' Carannante), Allegrini; Russo, Loiodice (84' Pollidori), Longo (82' Vitofrancesco), Di Cecco (74' Alessio Esposito), Ingrosso; Foggia (80' Marotta), Lattanzio. Panchina: Cappa, Tedone, Pollidori, De Cristofaro, Amabile. All. Bitetto.
TARANTO 3-5-1-1: Antonino; Lanzolla, Di Bari, Ferrara (76' Guadagno); Pelliccia (52' Bonavolontà), Di Senso, Manzo, Massimo (52' Favetta), Carullo (67' Salatino); D'Agostino; Croce (82' Roberti). Panchina: Martinese, Marsili, Bova, Menna. All. Panarelli.
 
ARBITRO: Filippo Giaccaglia di Jesi coadiuvato dai sigg.ri Nicolò Moroni di Treviglio e Paolo Fele di Nuoro.
AMMONITI: Massimo, Di Bari, Manzo (T); Foggia (C).
ESPULSI: Panarelli al 61' per proteste.