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Sab, Dic

Tutto pronto per il Melucci ter

Tutto pronto per il Melucci ter

Politica

Trovata la quadra tra i sinistrati del centrosinistra jonico. Melucci avrà una maggioranza retta non più da 17 consiglieri ma da 23. Tutto torna, il primo amore non si scorda mai. Da Bari, Big Michele osserva e si frega le mani. Per senso del pudore verso i nostri lettori, non vi ripetiamo ciò che pensa dei tarantini

Domani, o al massimo nella giornata di martedì, nascerà il Melucci ter. Tre governi cittadini in poco più di due anni. Perfetta la media inglese, penoso tutto il resto. La maggioranza passa dagli attuali 17 consiglieri comunali a 22, 23 se si considera il voto che di volta in volta potrà arrivare dal “prode” Ciraci. Stellato e i quattro consiglieri di “Idea Indipendente” hanno sciolto la riserva (perché si nutrivano dubbi a tal proposito?). Un bel balzo in avanti per “Rinaldo in campo”, sino all’altro ieri appeso a numeri rachitici. Da Bari, Emiliano gongola. Non crede ai suoi occhi, si è giocato tutti senza neanche faticare più di tanto. Taranto si conferma purtroppo terra di conquista: ottieni ciò che vuoi senza che nessuno, in cambio, possa chiedere il conto. Siamo ospiti non graditi in casa nostra e ce ne rallegriamo pure. E’ bastato garantire un paio di candidature alle prossime elezioni regionali perché il centrosinistra tornasse a prendere forma. Ritrovasse l’unità, parlasse di progetto. Si scordasse d’imprecazioni e odi trasversali in voga sino all’altro ieri. Bene, bravi, avanti così. Ma quale unità riecheggiate? E di quale progetto vaneggiate? Consiglierei ai tristi attori di questa vicenda, alle loro vite senza sussulti, la lettura di un saggio di Vàclav Havel: “Il potere dei senza potere”. Il drammaturgo ed ex presidente della Cecoslovacchia s’interroga in quel testo magistrale sul rapporto tra l’uomo e la politica, tra l’”io” e il potere. La poltrona – o il profumo della stessa – potrebbe non bastare più. Soprattutto in questo particolare frangente storico. Taranto è una città in caduta libera, indebolita, ferita da un chiacchiericcio senza costrutto. Tenuta in ostaggio dalla sua stessa indolenza. Le legislature passano, le elezioni anche. E un potere de-moralizzato, ci ricorda Havel, non può che consegnarci alla menzogna.