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Sab, Dic

M5S: protagonista di una rivoluzione fantasma

M5S: protagonista di una rivoluzione fantasma

Politica

“Idea Indipendente" non ha grandi aspettative per quel che riguarda la prossima visita a Taranto del Ministro Di Maio. I componenti del movimento e dell'omonimo gruppo consiliare parlano di “vicenda politica a dir poco gattopardesca”

Il movimento politico trasversale "Idea Indipendente" e l'omonimo gruppo consiliare del Comune di Taranto dichiarano in una nota: “Non ci lasciamo incantare dalla passerella politica che sarà percorsa dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio il prossimo 24 aprile presso la Prefettura di Taranto, per presiedere il Tavolo Istituzionale Permanente ai sensi del D.P.C.M. 26 febbraio 2019, in occasione della discussione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS)”.
Un salto indietro di un anno per “ricordare” i temi che hanno caratterizzato la campagna elettorale delle Politiche 2018 "ricolma di slogan puerili e promesse mai mantenute sulla riconversione industriale dell'ex Ilva, non può essere cancellata dal colpo di spugna di qualche milione di euro da investire qua e là sulle dozzine di carenze infrastrutturali, urbanistiche, sanitarie, ambientali e industriali che presenta il capoluogo jonico ad oggi. Briciole rispetto al risarcimento e agli investimenti dei quali necessiterebbe una città che insieme alla sua provincia – e in particolare con il quartiere "Tamburi" preesistente rispetto al siderurgico (giova ricordarlo ancora una volta al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni) – ha pagato col sacrificio di vite umane, anche giovanissime, i danni dell'inquinamento”.
La nota di “Idea Indipendente” prosegue: “Così si compie l'ultimo capitolo di questa vicenda politica a dir poco gattopardesca, nella quale i parlamentari pentastellati eletti a Taranto e in particolare il Ministro Di Maio, si atteggiano a protagonisti di una rivoluzione inesistente, nella quale non solo si è continuato a investire sulla monocultura dell'acciaio con la nuova proprietà di Arcelor Mittal, ma si è tratteggiato un atteggiamento istituzionale sempre più in linea con le modalità d'intervento e le prerogative degli ex Governi Gentiloni e Renzi, tanto criticati e così sapientemente emulati sul caso ex Ilva”.