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Gio, Lug

Il San Cataldo nascerà su un'area inquinata

Il San Cataldo nascerà su un'area inquinata

Politica

L'aria non è respirabile alla "Salina Grande", i terreni paludosi sono pieni di sostanze tossiche e nocive come arsenico, berillio e cobalto. Il sindaco Melucci emana un'ordinanza con la quale viente interdetta qualsiasi attività nella zona. Tutte, tranne una: costruire il nuovo Ospedale dei tarantini. Vuoi mettere, curarsi in un ambiente del genere sarà una gran figata

Servirebbe un miracolo di San Cataldo. Non il Santo patrono della città. Non abbiamo, al momento, livelli d’interlocuzione così importanti per poter avanzare richieste del genere. Ci stiamo attrezzando, comunque. Il miracolo – più terreno, è proprio il caso di dire - riguarda il nuovo Ospedale che dovrà portare il nome del monaco di origini irlandesi. Sorgerà su un’area adiacente ad una zona denominata “Salina Grande”, lungo la strada che collega Taranto a San Giorgio Jonico. Area, quest’ultima, che nella giornata di ieri è stata interdetta, mediante ordinanza del sindaco Melucci, “alla produzione primaria di alimenti e mangimi di qualsiasi natura”, all’“asportazione e scavo dei terreni” e al “sollevamento di polveri” per l’alta concentrazione di sostanze oltremodo tossiche come: arsenico, berillio e cobalto. “L’aria – si legge sempre nell’ordinanza sindacale – alla Salina Grande non è respirabile…”. Non solo alla Salina Grande, a voler essere precisi. Ma andiamo avanti – o indietro, a seconda dei punti di vista. La zona in questione è perfetta per costruirci un Ospedale, non credete? L’aria non è respirabile, i terreni sono paludosi oltre che inquinati: meglio di così si muore. Senza neanche arrivarci in Ospedale… Il grande Totò avrebbe sentenziato: “In questo manicomio succedono cose da pazzi”. Ma i pazzi sono scappati dal manicomio da troppo tempo, ormai. Sono in mezzo a noi, qualcuno ha fatto anche carriera. E vogliono convincerci che, in fondo, la pazzia altro non è che un eccesso di normalità.