09
Dom, Ago

La sinistra al cacao meravigliao

La sinistra al cacao meravigliao

Politica

La destra non tenta neanche, ha deciso di saltare questo giro. Renzi, con i suoi due amici al bar, invece ci crede. E considera alla fine una vittoria la sconfitta dell'odiato sodale. Le prossime elezioni pugliesi somigliano al monito sulla miseria perfetta insegnatoci da Milton

A sinistra c’è un barlume di vita. A destra, invece, si sopravvive trascinandosi. A sinistra ci si divide, come da prassi. A destra si resta uniti, quantunque l’inconcludenza manifesta la faccia ormai da padrona. A sinistra sbuca uno Scalfarotto ogni tanto. A destra l’omologazione rasenta il buio fitto. A settembre si dovrà scegliere il prossimo presidente pugliese; quello attuale, con assessori e consiglieri al seguito, se non fosse intervenuto il Covid-19 sarebbe fuori esercizio già da un pezzo. Gli analisti sono concordi nel riconoscere ad Emiliano un non trascurabile vantaggio sugli avversari. Vero. Sacrosanto. E’ in campagna elettorale praticamente da sempre, gestisce il potere come si suole dire. E’ furbo e spregiudicato. Gli altri, i suoi avversari reali e presunti, a poco più di 60 giorni dalle celebrazioni del voto, non ci sono. Parlano tanto, concludono poco. Questo ritardo alla fine peserà, risulterà determinante per l’esito della competizione. Salvini s’impunta, la Meloni non molla, Emiliano gongola: questa la lettura che un manuale di Scienze Politiche riproporrebbe per studenti parecchio ciucci e fuori corso da sempre. Gli unici che vorrebbero far perdere l’attuale governatore, alla fine, sono solo e soltanto il trio delle meraviglie, il cacao meravigliao di questi tempi sciatti, la sinistra che non è populista (si lasci ad Emiliano ciò che è di Emiliano), che non è riformista, che non è sinistra. Quella di Renzi, Calenda e Bonino: tutti assieme se conseguissero il 5% dovrebbero recarsi in pellegrinaggio a Lourdes. La politica politicante ha aperto le danze, nel frattempo. Iniziano a consumarsi le prime cene elettorali, la macchina organizzativa scalda i motori, la pubblicità da remoto, grazie alle nuove tecnologie, in ossequio ai social, per gentile concessione della pandemia, sottrarrà spazio ai classici – e démodé -  santini: i bigliettini da visita in grado di schiudere le porte del Paradiso. Pardon, del Consiglio regionale, che poi è la stessa cosa per alcuni. Si parla di tutto, di liste, di chi porta più voti, di chi toglie più voti, di favori da fare e ricevere, di promesse che tali e solo tali rimarranno, di sogni che in molti casi si tramuteranno in incubi, tranne che di proposte, di programmi per la Puglia che verrà. Di occasioni mancate e del fatto che, forse, mai potranno più essere centrate. Il grande Circo Barnum dell’inconcludenza parolaia può avere inizio. L’epilogo è stato già scritto, il risultato lo si conosce, inutile girarci attorno. L’importante comunque sarà recitare una parte, dare senso compiuto all’incompiutezza. E fingere che il dolore delle grandi idee che latitano, per dirla con le parole di Milton, non si trasformi in miseria perfetta…