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Gio, Ott

"Ambiente svenduto": giudice sanziona difesa per ostruzionismo

"Ambiente svenduto": giudice sanziona difesa per ostruzionismo

Ilva

Stefania D'Errico, presidente della Corte d’Assise di Taranto, ha condannato l'atteggiamento dei legali difensori nell'ambito del processo circa il maxi disastro ecologico che sarebbe stato causato dall’Ilva tra 1995 e 2013

Un “intollerabile atteggiamento ostruzionistico“. In questi termini ,così come riportato da Il Fatto Quotidiano, Stefania D’Errico, presidente della Corte d’Assise di Taranto, ha stigmatizzato il comportamento tenuto dalle difese nell’ambito del processo “Ambiente svenduto”, circa il maxi disastro ecologico che sarebbe stato causato dall’Ilva tra il 1995 e il 2013, gli anni della gestione Riva. Il dibattimento, che ha preso il via solo nel 2016, vede alla sbarra 44 persone fisiche e tre società. Da qualche settimana il procedimento ha ricominciato a camminare, dopo aver subito rallentamenti dovuti all’emergenza sanitaria Coronavirus, e già nei prossimi mesi potrebbe vedere la luce in fondo al tunnel.

“Nonostante ogni sforzo organizzativo profuso per la regolare celebrazione del processo e la costante disponibilità della Corte nella programmazione delle attività processuali, si è riscontrato un intollerabile atteggiamento ostruzionistico delle Difese degli imputati, che ha sostanzialmente reso vano l’impegno profuso per la ripresa dell’attività giudiziaria”, ha scritto oggi la D’Errico in un’ordinanza firmata per disporre l’accertamento medico-fiscale nei confronti di un teste e la condanna di quattro consulenti della Difesa al pagamento di una sanzione di 500 euro. La corte infatti ha ritenuto non giustificate le motivazioni per richiedere uno slittamento dell’udienza odierna, in cui erano citati come testimoni. La nuova citazione per loro ha come data il prossimo 3 settembre 2020.

Ma non basta. La Corte d’Assise si riserva “ogni ulteriore valutazione” in relazione “agli impedimenti addotti” da altri 3 testimoni, che non parteciperanno all’udienza di domani, con giustificazioni “che già a una prima lettura appaiono generiche e del tutto recessive rispetto all’interesse pubblico alla celebrazione di questo processo”.

I legali del Codacons – Carlo Rienzi, Giuliano Leuzzi, Adriano Minetola e Vincenzo Rienzi – hanno scritto in una nota che “finalmente i giudici si attivano contro il tentativo della difesa della famiglia Riva di ritardare il processo. Un intollerabile atteggiamento ostruzionista che anche la Corte d’Assise ha ritenuto di sanzionare, e che porta ora il Codacons – annunciano i legali – a presentare un esposto all’Ordine degli avvocati contro i periti della difesa e uno dei legali degli imputati, oltre a una denuncia penale contro gli stessi per le possibili fattispecie di rifiuto di atti d’ufficio e favoreggiamento, reati che prevedono fino a 5 anni di carcere”.