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Gio, Lug

A.Mittal resta a Taranto

Mittal resta a Taranto

Economia

A sottolinearlo a margine dell’udienza al Tribunale di Milano l’avvocato del gruppo Ferdinando Emanuele

“Non mi risulta”. Questa la risposta dell’avvocato Ferdinando Emanuele, uno dei legali di ArcelorMittal, ha chi gli ha chiesto, prima dell'udienza in Tribunale a Milano, se il gruppo franco indiano sia intenzionato a lasciare l'Ilva, come emerso in questi giorni in fase di trattative. Nella negoziazione coi commissari, anzi, ha aggiunto, "sono stati fatti significativi passi avanti rispetto all'altra volta", ossia l'udienza del 20 dicembre, "e la soluzione negoziale resta la migliore".

Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Roberto Bonsignore che accanto all’ad del gruppo Lucian Morselli, al termine dell’udienza a Milano ha detto: “ArcelorMittal resta a Taranto" e "in udienza abbiamo mantenuto l'impegno di mantenere la produzione”. In queste settimane, secondo Bonsignore, si sono poste “le basi per arrivare a un accordo".

Scettico il Segretario Generale Uilm, Rocco Palombella: “Dopo mesi di trattative e mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, ancora non si conoscono nel dettaglio gli elementi dell'intesa tra ArcelorMittal, Governo e Commissari Straordinari. Il rischio è che questo ennesimo rinvio possa appesantire ancora di più la situazione all'interno degli stabilimenti, già in forte difficoltà da tempo, a causa della grande incertezza sul futuro, dei frequenti incidenti e del blocco degli investimenti ambientali e manutentivi".

Futuro incerto per la Fiom che in una nota a firma della segretaria genere Francesca Re David e del segretario nazionale responsabile per la siderurgia Gianni Venturi, spiega: “Si apre un'ulteriore fase di incertezza e di preoccupazione sulle prospettive del gruppo in Italia”. Riguardo all’impennata in borsa dei titoli dell’azienda la Fiom commenta: "Gli azionisti festeggiano, i lavoratori pagano". Ritiene "quindi urgente" che il Ministero dello Sviluppo convochi il tavolo con i sindacati "per conoscere l'effettivo stato della trattativa, gli assetti proprietari e le prospettive tecnologiche e industriali. Non intendiamo - sottolineano Re David e Venturi - delegare al nostro ruolo ed alla nostra funzione di rappresentanza, né siamo disponibili a gestire gli effetti di possibili accordi che mettano in discussione gli impegni e i vincoli occupazionali già definiti nell'accordo del 2018. Se il tavolo non sarà convocato nelle prossime ore, sarà necessario ricorrere alla mobilitazione generale del gruppo". (Ansa)