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Gio, Apr

CIO' CHE SA(N)REMO

Chissà come e quando, ma passerà. Da quel momento in poi, esaurito l’attimo dei festeggiamenti e dei buoni propositi, andrà in scena l’eterno immutabile inesorabile Festival della Commedia (all’) Italiana. Finita l’era delle mascherine, riesploderà l’ora delle maschere. Che CosmoPolis è in grado – purtroppo -  di anticiparvi

Ciao Gianni, raffinato artigiano della parola

Con Mura, il giornalismo italiano perde un fuoriclasse della scrittura. Discepolo di Gianni Brera, impersonificò la via lettereria, colta, mai banale, del racconto sportivo. Una sorta di ricercata esegesi quotidiana. Memorabile il suo lascito per quanti ancora credono nella professione: "Se smettessimo di rappresentare la realtà, diventeremmo mediocri personaggi da avanspettacolo"

La solitudine del riformista

Nella giornata di ieri, il 19 marzo del 2002, a Bologna veniva ucciso dalle Brigate rosse Marco Biagi. Un giuslavorista di formazione socialista. Un positivista della scienza del diritto. Alle Brigate rosse e a tutti i conservatorismi, di destra così come di sinistra, non sono mai piaciuti i gradualisti: coloro che attuano riforme attraverso la conoscenza e la sensibilità etica. Con pragmatismo e modernità. Per questi delinquenti e frustrati ideologici, chi non si può affrontare nel mare aperto delle idee va semplicemente cancellato

Nani alle spalle dei giganti

Il populismo a questo punto diventa un’ancora per approdare nel presente e restare a tiro, in pole-position: non rappresento una storia ma un’opinione corrente, non rappresento radici ma umori diffusi. Il popolo tramite il sondaggio diventa il sostituto della tradizione e ben si sposa con la logica mercantile del nostro tempo riassunta nella formula “il cliente ha sempre ragione”