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Gio, Lug

Città di Castello

Città di Castello

Cultura

Si salvi uno dei luoghi più rappresentativi di Taranto dal Covid-19 e dalla nostra conclamata sciatteria culturale. Prolungarne ulteriormente la quarantena sarebbe un grave errore storico

Il Castello non riapre. Il suo museo resta chiuso. Sino a data da destinarsi. Il Covid-19 non perdona, le nuove norme di prevenzione negli ambienti aperti al pubblico neanche. Non ci sono i soldi per le attività di prevenzione su un’area che, complessivamente, conta su oltre 8000 metri quadrati. E si sviluppa su tre distinti piani. L’ingresso nella struttura di turisti e appassionati di storia militare, amanti del mare e di architettura mediterranea, come si sa, è gratuito. Non si paga nulla. Ragione per cui, considerato che lo Stato, per tramite del Ministero della Difesa, non intende accollarsi i costi per la sanificazione dei luoghi, il Castello Aragonese è divenuto inaccessibile. Il gioiello tirato a lucido dall’ammiraglio Ricci, ubicato nel bel mezzo del canale navigabile, il terzo luogo più visitato di Puglia da un quinquennio a questa parte, moltiplicatore economico – e suggestione turistico-culturale per i sogni di rivalsa dei tarantini – prolunga la propria agonizzante quarantena. Per quanto altro tempo ancora non è dato sapere. Si faccia qualcosa per salvare il Castello della nostra identità vilipesa. Si faccia presto. Peggio del virus esiste soltanto la conclamata abiura del bello che ci circonda.