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Lun, Ago

Ginosa, conduzione terreni hobbisti: sindaco Parisi scrive a prefetto

Ginosa, conduzione terreni hobbisti: sindaco Parisi scrive a prefetto

Attualità

 

"Accessi controllati. Concessione utile per autosostentamento ed evitare eventuali danni''

Dopo aver scritto al Presidente della Regione Puglia, il Sindaco di Ginosa Vito Parisi, di concerto con altri colleghi Sindaci della provincia di Taranto, ha trasmesso in data odierna una nuova missiva, stavolta indirizzata al Prefetto di Taranto, al fine di illustrare i benefici che porterebbe la conduzione hobbistica dei poderi in maniera controllata per l'autosostentamento, nonché per evitare rischi igienico-sanitari e di propagazione incendi.

<<Nonostante il cosiddetto "hobbista'' non abbia partita IVA - ha spiegato il Primo Cittadino - svolge comunque un'attività agricola, rientrante nella filiera alimentare, meritevole di attenzione e tutela. 

Infatti, l'abbandono del campo per un termine eccessivamente dilatato, potrebbe comportare molteplici conseguenze: il danneggiamento del raccolto con gravi conseguenze, di natura economica, sul conduttore del fondo: circostanza che si presterebbe ad alimentare richieste risarcitorie ad opera di chi, non obbligato da alcuna disposizione legislativa ad aprire una partita IVA agricola, è comunque impossibilitato a recarsi presso il podere su cui insiste la coltivazione; ipotesi di furto, vista l'impossibilità di spostamenti finalizzati alla vigilanza; ipotesi di incendio, visto l'innalzamento delle temperature.            

Inoltre, come spiegato dall'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, le misure fitosanitarie disposte per contrastare la diffusione del batterio in Puglia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo sono da considerarsi attività di "pubblica utilità".

Si sottolinea che la lavorazione dei terreni contro la fase giovanile dei vettori della Xylella va effettuata entro la fine del mese di aprile e costituisce una misura obbligatoria per le zone di "contenimento" e "cuscinetto" e fortemente raccomandata nella zona "infetta".

Degno di considerazione è il fatto che per molti cittadini la coltivazione potrebbe rientrare nelle ragioni di necessità, poiché legata all'autoconsumo, e che l'attività non comporterebbe contatti sociali, facendo persino diminuire, ipoteticamente, l'accesso presso attività di commercio al dettaglio. Resta fermo, altresì, il fatto che gli spostamenti sarebbero individuali, limitati nel tempo e nello spazio. Si ritiene, pertanto, che le attività agricole condotte da hobbisti possano essere consentite, per le ragioni esposte, limitatamente ad un solo soggetto preposto alle stesse nell'ambito di un fondo rustico>>.  

 

 

 

 

 

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