09
Dom, Ago

Buoni spesa a Taranto, ecco quanto spetta a ciascun comune della provincia

Buoni spesa a Taranto, ecco quanto spetta a ciascun comune della provincia

Attualità

Nelle misure adottate dal Governo anche la concessione ai comuni di 400 milioni di euro da spendere in bonus per generi alimentari. Di seguito la ripartizione per ogni centro abitato dell'area jonica

Il Capo del dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha emesso l’ordinanza con gli ulteriori interventi urgenti in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, recante misure e risorse per la solidarietà alimentare che prevede lo stanziamento di una somma da destinare ai Comuni in via di anticipazione nelle more del successivo reintegro, pari a 400 milioni di euro di cui 386.945.839,14 euro in favore dei comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla regione siciliana e alla Sardegna, e 13.054.160,86 euro in favore di Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano, con imputazione sul capitolo di spesa 1365 dello stato di previsione del Ministero dell’Interno da contabilizzare nei bilanci degli enti a titolo di misure urgenti di solidarietà alimentare.

Si precisa che ogni comune, già impegnato a sostenere le famiglie bisognose con l’assessorato ai servizi sociali, provvederà all'acquisizione di:

  • buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell'elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale;
  • generi alimentari o prodotti di prima necessità.

I comuni, inoltre, per l’acquisto e per la distribuzione dei beni possono avvalersi degli enti del Terzo Settore.

Nella tabella sottostante la divisione dei fondi riservati a ciascun comune della provincia jonica. Le risorse saranno ripartite secondo vari criteri: una quota pari al 80% del totale, per complessivi euro 320 milioni, è ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune (confermato che il contributo minimo spettante non può in ogni caso risultare inferiore a euro 600); il restante 20%, per complessivi euro 80 milioni è ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I valori reddituali comunali sono quelli relativi all'anno d’imposta 2017.

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