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Lun, Ago

Arcelor Mittal, sciopero dei lavoratori sino al 22 marzo

Arcelor Mittal, sciopero dei lavoratori sino al 22 marzo

Attualità

I sindacati FIM-CISL e USB in prima linea contro l'indotto dopo la non adozione delle misure di profilassi in merito all'emergenza sanitaria Coronavirus, gli operai pronti a incrociare le braccia per i prossimi dieci giorni. Domani una delegazione di FIOM e UILM dal prefetto

Tre giorni infruttuosi di trattative sono bastati a FIM (Federazione Italiana Metalmeccanici) e USB (Unione Sindacale di Base) per indire uno sciopero dei lavoratori che durerà, salvo nuove disposizioni, sino al 22 marzo. Di seguito ecco il testo del comunicato:

"In riferimento all’incontro consumato in data odierna tra organizzazioni sindacali e relazioni industriali, ad oggi registriamo che Arcelor Mittal, a seguito di 3 giorni di vani confronti, continua a tergiversare in merito alle richieste delle di messa in sicurezza dei lavoratori del sito e dell’appalto/indotto, in linea con la piena applicazione del DPCM del 11/03/2020. L’azienda continua in maniera irresponsabile e unilaterale a non considerare la congrua riduzione della presenza del personale all’interno dello stabilimento, in subordine sia alla mancanza di dispositivi di protezione individuale (come le mascherine), sia alle carenze di adeguate contromisure organizzative (autobus, refettori, mense e spogliatoi) finalizzate al contenimento di diffusione del COVID 19. Crediamo che in una fase altamente drammatica come quella che il paese sta attraversando, non si possa attendere rispetto alla salute dei lavoratori che rappresentiamo, lasciandola nelle mani di imprese irresponsabili. PERTANTO A FRONTE DI QUANTO DENUNCIATO PROCLAMIAMO LO SCIOPERO A PARTIRE DALLE 07:00 DI DOMANI 13/03/2020 SINO ALLE 23:00 DEL 22/03/2020 ESTESO AI LAVORATORI DELL’APPALTO E DELL’INDOTTO, RISERVANDOCI ULTERIORI INIZIATIVE DI LOTTA".

Le segreterie Fiom (Federazione Impiegati e Operai Metallurgici) e Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici) hanno annunciato che domattina saranno dal prefetto di Taranto per "esplicitare non solo le preoccupazioni legittime dei lavoratori, ma l’evidente rischio da contagio da Covid-19 in assenza di scarse misure adottate ad oggi dall’azienda".

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