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Gio, Feb

"Indispensabile l'autonomia universitaria"

Attualità

Il consigliere comunale e provinciale Piero Bitetti propone la costituzione di un comitato promotore e una fondazione

"Potrebbe apparire fuori luogo, forse anche provocatorio e perfino impopolare, tornare a parlare di università nel momento in cui la comunità ionica è alle prese con la complicatissima vertenza riguardante il destino dello stabilimento siderurgico tarantino. Ed invece ritengo che il passaggio storico che stiamo vivendo debba insegnarci qualcosa di importante: che la crisi si affronta e si supera tutti insieme potendo contare, soprattutto, su una classe dirigente all’altezza della sfida che abbiamo davanti e forti di una consapevolezza diffusa di quanto complessa sia la questione". Il consigliere comunale e provinciale Piero Bitetti parte da qui per manifestare la sua convinzione circa l'esigenza che Taranto abbia "un proprio ateneo, finalmente autonomo. Ora più che mai si avverte forte la mancanza dell’università di Taranto. Si badi bene: i docenti che operano nell’ambito del polo universitario ionico profondono il massimo impegno. Il punto è però un altro: per costruire solide basi di un futuro degno di questo nome, quindi ricco di opportunità per le nuove generazioni, non possiamo fare a meno del contributo della conoscenza e di un’organizzazione capace di favorire una interlocuzione feconda e reciprocamente vantaggiosa tra territorio e mondo accademico. Questa istituzione non può che avere un solo nome: università degli studi di Taranto". Prosegue Bitetti: "Questo non è un attacco indiscriminato al corpo docente barese perché se così fosse risulterebbe ingiusto e ingeneroso. Si tratta di ben altro: le mie parole vogliono esprimere tutta la rabbia nei confronti di un atteggiamento di irriducibile resistenza al cambiamento. Abbiamo il diritto e il dovere di opporci a chi non vuole il bene di Taranto.  
Si costituiscano quindi un comitato promotore e una fondazione, per avviare il percorso che dovrà portarci alla istituzione dell’università di Taranto. Si coinvolgano le migliori intelligenze, si chieda la preziosa collaborazione del sottosegretario Turco, si motivino tutti i parlamentari e i rappresentanti del territorio ionico. Scendano in campo la Regione Puglia, il Comune e la Provincia di Taranto, la Camera di Commercio, i comitati e le organizzazioni studentesche e tutti coloro che si riconoscono in questa sacrosanta battaglia. La diversificazione produttiva di cui tanto parliamo si può realizzare solo e soltanto se, svincolati dalla monocultura dell’acciaio, avremo altre carte da giocare sul terreno della competizione globale. Sotto questo profilo, l’università di Taranto rappresenta il presupposto fondamentale per cambiare davvero la nostra storia senza chiedere il permesso a nessuno". 

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