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Lun, Ago

Frenata sull’inquinamento, Peacelink: “Ci auguriamo prosegua così”

Frenata sull’inquinamento, Peacelink: “Ci auguriamo prosegua così”

Ambiente

Il presidente dell’associazione ecopacifista restituisce i dati relativi le centraline all’interno della cokeria dello stabilimento e nel quartiere Tamburi in riferimento al mese di aprile. “Cè un miglioramento nella qualità dell’aria ma diversi i fattori a determinarlo”

Frenata sull’inquinamento a Taranto nel mese di aprile. A comunicarlo il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti che diffonde i dati relativi il monitoraggio effettuato dall’associazione sulle centraline della cokeria e di via Machiavelli nel quartiere Tamburi (con i relativi raffronti realizzati con il software Ominiscope).

Vari i motivi del calo secondo Marescotti. Da imputare innanzitutto all’assenza di Wind Day che avrebbe consentito alla città di ”respirare meglio”. “La minore ventosità dall'area industriale ha favorito una riduzione degli inquinanti nel quartiere Tamburi.- spiega l’ambientalista - Fino a marzo scorso i valori degli inquinanti, registrati mese per mese a partire dalla gestione Ancelor Mittal nel novembre 2018, sono stati in aumento e con un trend in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando la gestione era ancora commissariale”.

La migliore qualità dell’aria però sarebbe dovuta anche alla frenata nella produzione dell’acciaio determinata da ragioni di mercato. La stessa azienda aveva infatti anticipato “un taglio da 3 milioni di tonnellate nella produzione di acciaio in Europa, con la sospensione delle attività a Cracovia in Polonia, la riduzione nelle Asturie in Spagna e la rinuncia momentanea ad accrescerla a Taranto”.

D’altra parte l’associazione ha rilevato il fermo della centralina della cokeria all’interno del siderurgico il 7 e l’8 aprile come rilevato da Arpa Puglia non raggiungendo “la percentuale minima di validità giornaliera”.

“Dalla lettura del grafico relativo ai dati registrati in cokeria emerge comunque che nell'arco di tempo interessato dall'interruzione dell'alimentazione elettrica si sia presumibilmente verificato un picco dell'inquinamento che non è stato registrato. – precisa Marescotti - Quanto accaduto fa, dunque, scaturire l'indifferibile esigenza di adottare al più presto la strumentazione tecnica necessaria (un semplice gruppo di continuità) – aggiunge - per evitare che l'incidente possa ripetersi”.

Ma è in merito alla campagna mediatica di informazione sull’inquinamento nel capoluogo jonico che Marescotti tiene a sottolineare: “Non ha giovato all'immagine dell'azienda che sulla questione della responsabilità sociale d'impresa gioca una delle sue carte importanti ai fini della credibilità”.

“Ci troviamo dunque di fronte ad un momento di estremo interesse nel quale ArcelorMittal potrebbe proseguire sulla linea di una maggiore attenzione al quadro delle proprie emissioni. – conclude - Ce lo auguriamo vivamente”.