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Dom, Ago

Taranto, Oncoematologia pediatrica: “Necessario colmare le carenze”

Taranto, Oncoematologia pediatrica: “Necessario colmare le carenze”

Ambiente

All’indomani della inaugurazione del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, Genitori Tarantini assieme ad alcune associazioni del territorio scrivono al presidente della Regione, Michele Emiliano: “Integrare mezzi e personale medico e paramedico”

All’indomani della inaugurazione del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, Genitori Tarantini assieme ad alcune associazioni del territorio (APS LiberiAmo Taranto, Comitato art. 32 diritto alla salute Statte, Taranto Ricerca Futuro, Comitato quartiere Tamburi ) scrivono al presidente della Regione, Michele Emiliano: “Siamo convinti che al momento, il Reparto sia condotto da un Primario di primordine e da personale all’altezza della situazione. – scrivono le associazioni - I piccoli possono essere curati a Taranto con una eccellente assistenza sanitaria. Tutto questo però non basta. Evidenziamo la scarsa attenzione che la Direzione Sanitaria Pugliese pone nei confronti sia del Reparto della Pediatria che della Oncoematologia del SS. Annunziata”.

“Quello che si è voluto adottare è una organizzazione secondo HUB and SPOKE che prevede la concentrazione dei casi più complessi in un HUB la cui attività deve essere fortemente integrata con quella dei centri ospedalieri periferici appunto SPOKE. – spiegano - Il nuovo reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, è appunto l'HUB, il reparto dove i pazienti, in questo caso i pazienti più piccoli, effettuano le cure della fase acuta, per poi essere seguiti negli anni successivi nel settore oncoematologico periferico (SPOKE)”.

Ma non è sulla dislocazione che le associazioni intendono sollevare polemiche “anche se, in una società senza paradossi, chiunque avrebbe installato l’HUB principale li dove esiste la più alta concentrazione di ammalati di cancro. Cancro riconducibile inquinamento ambientale. – aggiungono - A Taranto il 54 % in più rispetto al dato regionale di malati di cancro in età 0-14 anni è un dato inconfutabile”.

“Riferendoci alla pediatria, - scrivono - chiediamo che il numero dei medici assegnati al reparto sia adeguato e non di molto inferiore, così come accade oggi, a quello di altre realtà che contano un quinto dei posti letto. Grave, il fatto che, nonostante la disponibilità economica, non si riesca ad assumere due pediatri così come previsto. Ad oggi quei posti sono vacanti”. “Ribadiamo che i bambini di Taranto possono già curarsi nella nostra città. – aggiungono le associazioni - A Taranto è possibile effettuare terapie impensabili fino a ieri e troviamo profondamente ingiusto che una bimba debba svegliarsi alle 5 del mattino per recarsi a Bari o addirittura a San Giovanni Rotondo per effettuare terapie che possono essere effettuate nel Reparto di oncologia pediatrica locale. Troviamo profondamente ingiusto che i bambini debbano saltare la terapia per cause di tipo economico dove anche il trasferimento a Bari diventa un problema”.

Da qui la richiesta di un incontro tra le associazioni e il governatore pugliese alla presenza del primario di Oncoematologia Pediatrica dello Spoke del nosocomio tarantino. E’ necessario concludono “colmare le attuali carenze di mezzi e personale medico e paramedico”,