24
Sab, Ago

“Sindaco, l'area a caldo va chiusa”

“Sindaco, l'area a caldo va chiusa”

Ambiente

La conferenza stampa congiunta di Peacelink e Comitato Taranto Futura, a poche ore di distanza dalla relazione con cui l'Arpa si esprime sui dati diffusi dall'associazione ambientalista, porta ad una richiesta chiara

“Il sindaco, per il principio di prevenzione, dovrebbe disporre la chiusura dell'area a caldo dell'acciaieria, sulla base di un giudizio politico, non sicuramente tecnico. Non è mica scritto che le bramme devono essere realizzate a Taranto”. Queste le dichiarazioni con cui l'avvocato Nicola Russo apre la conferenza stampa organizzata da Peacelink e Comitato Taranto Futura, quando sono trascorse poche ore dalla relazione con cui l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente si esprime sui dati diffusi dall'associazione ambientalista.
Prosegue così l'avvocato Russo: “Le criticità di cui parliamo,confermate da Arpa Puglia, sono note dal 1965,come si evince dal documento scritto dall'allora Ufficiale Sanitario Alessandro Leccese. Uno scritto di cui è in possesso il dottor Nume; invitiamo il Presidente dell'Ordine dei Medici a renderlo pubblico”.
Alessandro Marescotti inizia sottolineando che “la visita del Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, organizzata probabilmente per smentire i nostri dati, è stata annullata. Evidentemente perché i numeri sono corretti e affidabili. Da rettificare, come ci ha comunicato Arpa, solo il parametro relativo al benzene. Arpa chiarisce che il benzene ha avuto nel periodo considerato un incremento del 32% e non del 160%. Parliamo comunque di un incremento. L’osservazione di Arpa sul benzene non cambia per nulla la sostanza del problema ai fini delle valutazioni del decisore politico, in quanto comunque conferma un incremento anche per il benzene in cokeria nel periodo considerato. Nel punto 6 Arpa evidenzia che “il confronto prodotto da PeaceLink è improprio dal punto di vista tecnico-scientifico” per via dell’arco temporale ristretto. Ma la scelta effettuata da PeaceLink è stata intenzionalmente rivolta al periodo di gestione di ArceloMittal che è appena iniziato e di cui si voleva fare una prima verifica, con tutti i limiti del caso”.
Il Presidente di PeaceLink richiama inoltre l'attenzione sulla comunicazione con cui il ministro Luigi Di Maio aveva annunciato un taglio del 20% delle emissioni, a questo punto non confermato dai fatti. “Sostanzialmente – dichiara Marescotti- su sette inquinanti, sei sono in costante crescita. Chiediamo che venga bloccata la fonte soprattutto quando la produzione dell'acciaio, con la nuova proprietà,torna a crescere”.
Vale la pena infine sottolineare che i dati Arpa del quartiere Tamburi di Taranto (centralina via Orsini) “non mettono in evidenza, al momento, criticità per quanto concerne il rispetto dei valori limite normativi di qualità dell’aria”, ma anche che tali limiti di legge “non garantiscono assenza di effetti avversi sulla salute”.
Presenti oggi in conferenza anche Luciano Manna, il Consigliere comunale Vincenzo Fornaro e Lina Ambrogi Melle, prima firmataria del ricorso di recente accolto dalla Corte di Strasburgo contro lo Stato Italiano.